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Cos'è il CBD

2024-05-20 16:47

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Cos'è il CBD

Quando si parla del CBD, è naturale farsi domande in merito alle sue differenze con il THC.Il CBD non è una sostanza psicoattiva.

Da diversi anni a questa parte, si parla tantissimo di CBD o cannabidiolo. Di cosa si tratta? Quali sono le differenze rispetto al THC? 
A questi e ad altri interrogativi risponderemo nelle prossime righe dell’articolo.
 

CBD: di cosa si tratta?

Il CBD è uno dei 142 fitocannabinoidi della cannabis sativa. La sua scoperta risale al 1940 grazie al chimico Roger Adams che, due anni più tardi, ottenne un vero e proprio brevetto per il suo metodo di isolamento del cannabidiolo. A lui si deve anche l’isolamento del THC, la cui scoperta, ai tempi, guadagnò una tale fama da relegare, per lunghi anni, il CBD in una sorta di dimenticatoio.

Entrando nel vivo delle caratteristiche del CBD, ricordiamo che, dal punto di vista chimico, può essere definito come un metabolita secondario della cannabis sativa. I percorsi anabolici che portano alla sua formazione sono per certi versi affini a quelli che danno come risultato la nascita del THC.
 

Quali sono le differenze tra THC e CBD?

Quando si parla del CBD, è naturale farsi domande in merito alle sue differenze con il THC (tetraidrocannabinolo). La principale distinzione, oltre all’oggettiva fama del THC, maggiore rispetto a quella del CBD che fino a pochi anni fa era sconosciuto a molte persone, riguarda il fatto che, nel caso del CBD, non si parla di effetti psicoattivi. Per amor di precisione, è anzi il caso di ricordare che il cannabidiolo è in grado di attenuare quelli provocati dal THC.

Dal punto di vista biochimico, invece, abbiamo a che fare con una forte affinità. THC e CBD, infatti, sono isomeri costituzionali caratterizzati dalla medesima formula bruta. Una parentesi importante riguardante gli effetti riguarda i recettori con i quali i due fitocannabinoidi interagiscono (parliamo ovviamente di recettori del sistema endocannabinoide).

Nel caso del THC, l’interazione avviene con i recettori CB1 e CB2 situati nel cervello. Nello specifico, grazie all’interazione con il primo è possibile apprezzare un aumento delle sensazioni di piacere e un incremento dell’appetito (la famosa fame chimica).

Quando si parla, invece, di interazione con il recettore CB2, si ha a che fare con una situazione in cui il principale effetto è il maggior controllo delle sensazioni dolorose.

I recettori con cui interagisce il CBD o cannabidiolo sono il CB2, il GPR55 e il 5-HT1A. Grazie all’appena menzionata interazione, è possibile apprezzare un effetto diverso rispetto a quello provocato dal THC, non una sensazione di sballo ma, come già accennato, una riduzione della sintomatologia ansiosa.
 

Come si produce il CBD

Il CBD non viene prodotto ma estratto dalla canapa. I metodi più diffusi sono quello con anidride carbonica e l’estrazione tramite etanolo. Si utilizza spesso anche l’estrazione con idrocarburi e quella con olio.
 

Quali sono gli effetti del CBD sul nostro organismo

Gli effetti del CBD sull’organismo sono numerosi. Uno dei più apprezzati è senza dubbio la sensazione di relax che l’assunzione di cannabidiolo è in grado di innescare. Questa peculiarità è alla base del grande successo dei prodotti a base di CBD all’inizio dell’emergenza Covid e di un periodo in cui tutti ci siamo trovati ad affrontare un livello di stress inedito e molto alto.
 

Le proprietà del CBD

Le proprietà del CBD sono da anni al centro dell’attenzione scientifica. Oltre alla già citata capacità di favorire un piacevole senso di relax, è il caso di ricordare l’efficacia antidolorifica e antinfiammatoria. Il CBD, inoltre, come dimostrato da diverse evidenze scientifiche sarebbe in grado di favorire l’apoptosi delle cellule tumorali in linee cellulari del cancro al seno (si parla nello specifico di studi in vitro).

Utile contro i disturbi del sonno e l’ansia, il CBD ha anche il vantaggio di essere un eccellente antiemetico. Non a caso, viene spesso scelto quando si tratta di tenere sotto controllo la nausea nei percorsi chemioterapici.
 

Come si può trovare sul mercato il CBD

Il CBD si può trovare sul mercato in diverse forme. Da quando è entrata in vigore, nel gennaio 2017, la Legge 242/2016, tantissime realtà aziendali sono entrate sul mercato e hanno iniziato a commercializzare prodotti a base di cannabidiolo.

Per quanto riguarda le forme in cui è disponibile sul mercato, citiamo in primis l’olio di CBD. Di cosa si tratta? Di un prodotto caratterizzato dalla presenza di un olio vettore – olio extra vergine di oliva, olio di cumino nero, olio di canapa soprattutto – nel quale è diluito il principio attivo vegetale. L’olio di CBD è stato interessato, negli ultimi anni, da un considerevole successo commerciale dovuto anche alla sua facilità di assunzione. Grazie al pratico dosatore e al contagocce, l’olio di CBD può essere assunto in maniera rapida dovunque ci si trovi.

Tra le altre soluzioni che si possono prendere in considerazione per l’assunzione del CBD troviamo i cristalli, caratterizzati da un alto livello di purezza, le già citate infiorescenze, i liquidi per sigarette elettroniche.

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